Author Archives: Gioachino Orchestra

Riconoscimento al progetto rossiniano della GO

Sabato 14 ottobre, durante la cerimonia del Concorso letterario regionale “un territorio da fiaba”, tenutasi a Borgo Pace (PU) e dedicata quest’anno alla figura di Rossini, la Gioachino Orchestra ha ricevuto un graditissimo riconoscimento dal Sindaco Romina Pierantoni e dal Vicepresidente del Consiglio Regionale delle Marche Renato Minardi. La musica della GO ha aperto la Cerimonia di Premiazione mentre il Presidente Gabriele Muccioli ha ritirato l’attestato a nome di tutta l’orchestra.

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Trilogia Rossiniana d’autunno

Ottobre si apre con un fine settimana tutto rossiniano per la Provincia di Pesaro e Urbino. La Gioachino Orchestra e la Jugend Sinfonie Orchester Buxtehude (Germania), nell’ambito di “Rossini 150” e delle celebrazioni dedicate al compositore, porteranno alcune tra le sue più celebri sinfonie in tutto il territorio provinciale, dalla costa adriatica al confine appenninico. Tre concerti e tre programmi differenti per mettere in luce la genialità rossiniana e l’entusiastica preparazione dei giovani esecutori europei in tre contenitori museali che ben rappresentano la Storia e la Cultura del nostro territorio.

  • Venerdì 5 ottobre – FANO, Pinacoteca San Domenico ore 21:00
  • Sabato 6 ottobre – URBINO, Galleria Nazionale delle Marche di Palazzo Ducale ore 16:00
  • Sabato 6 ottobre – MERCATELLO SUL METAURO, Chiesa Museo di San Francesco ore 21:15

ottobre

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La GO porta Rossini al Palazzo Ducale d’Urbino

La Gioachino Orchestra, orchestra giovanile della Provincia di Pesaro e Urbino, e la Jugend Sinfonie Orchester Buxtehude, formazione di coetanei tedeschi, uniranno Italia e Germania in un caloroso omaggio al celebre compositore pesarese. Un concerto che proporrà alcune tra le più celebri composizioni rossiniane – “Tancredi”, “L’italiana in Algeri”, “Cenerentola”, “Semiramide” e “Il barbiere di Siviglia” – nel magnifico scrigno del palazzo Ducale di Urbino (sabato 6 ottobre ore 16:00 – Cortile d’onore o Salone del trono a seconda delle condizioni meteo).

La città ducale ospita infatti, fino al 18 novembre, nelle Sale del Castellare del palazzo feltresco, una delle tre sedi della mostra “Rossini 150”. Quale occasione migliore per portare anche nella Galleria Nazionale delle Marche, vertice assoluto del Rinascimento, il progetto rossiniano della Gioachino Orchestra, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e che ha già toccato altri importantissimi luoghi di cultura quali il Teatro Rossini, il Duomo di Orvieto e la Basilica di S. Francesco in Assisi.

Grazie alla disponibilità e collaborazione del personale del Museo urbinate e del suo direttore dott. Peter Aufreiter, agli oltre 50 strumentisti dell’orchestra pesarese si affiancheranno altrettanti ragazzi tedeschi in un programma che farà dialogare, a duecento anni di distanza, i giovani musicisti con il Rossini ragazzo, mettendo in luce il talento dei primi e il genio del loro coetaneo predecessore.

Un’occasione da non perdere per vivere o rivivere in maniera diversa, la magica atmosfera che si respira fra le mura del Palazzo Ducale urbinate, arricchita dalle brillanti melodie rossiniane e dall’energia di un centinaio di giovani e talentuosi europei, magari abbinandola ad una visita alla ricchissima galleria. Un pomeriggio da vivere e assaporare per capire che l’Arte può davvero cambiare il mondo.

ManifestoURBINO

 

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La GO ospita la Jugend Sinfonie Orchester Buxtehude

Il Coro Giovanile Malatestiano di Fano, la Gioachino Orchestra, orchestra giovanile della Provincia di Pesaro e Urbino, e la Jugend Sinfonie Orchester Buxtehude, formazione della Germania del nord, si incontreranno a Fano, nella splendida cornice della Pinacoteca San Domenico, venerdì 5 ottobre alle ore 21:00.

Dopo l’iniziale saluto musicale del coro fanese, avvicinandosi il giorno del centocinquantesimo anniversario dalla morte di Gioachino Rossini, gli oltre 50 ragazzi dell’orchestra della provincia diretti da Massimo Sabbatini, apriranno il concerto con alcune delle sinfonie più celebri del Cigno, seguiti dagli altrettanto numerosi colleghi della formazione tedesca diretta da Andreas Désor, che continueranno sulla stessa linea, allargando il programma ad altri autori e altre composizioni altrettanto amate dal pubblico (Mascagni, Strauss, Vivaldi).

Toccherà così anche Fano, che accolse nel suo teatro le prime esperienze orchestrali del giovanissimo Rossini, l’ampio e ambizioso progetto rossiniano della Gioachino Orchestra, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro e che è stato già proposto con successo in altri importantissimi luoghi di cultura quali il Teatro Rossini, il Duomo di Orvieto e la Basilica di S. Francesco in Assisi.

Grazie alla disponibilità e collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano e del Coro Polifonico Malatestiano, che quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni di attività, un’occasione da non perdere per leggere o rileggere i capolavori della Pinacoteca fanese. Dipinti a cui melodie e temi musicali regaleranno per una sera un punto di vista diverso, arricchito dalle note portate da oltre cento giovani e talentuosi musicisti europei. Una serata da non perdere!

ManifestoFANO

 

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La GO sulla rivista Pesaro IN Magazine

Sull’ultimo numero di “Pesaro INmagazine” un articolo sulla Gioachino Orchestra e sul suo progetto rossiniano.
Potete leggerlo on line al link seguente o sull’immagine
https://issuu.com/edizioni-in-m…/…/2018-2-pesaro_in_magazine

InMagazine

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Assisi: Omaggio a Rossini sul sagrato di San Francesco

Recensione dal “Quotidiano dell’Umbria” di domenica 8 agosto 2018

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L’anno del centocinquantesimo della morte di Rossini è stato preso molto sul serio da Omaggio all’Umbria che dopo l’exploit del Mosè al duomo di Orvieto si è spostato sul sagrato della basilica di San Francesco per commemorare il grande pesarese con un complesso di denominazione controllata.

La Gioachino Orchestra è infatti formata da ragazzi dai  tredici ai sedici anni,  ha sede in Pesaro e si avvale della tutela di un progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio della città di Rossini. Sono cinquanta giovanissimi strumentisti preparati da serissimi professionisti che operano sotto il patrocinio della Unione Montana Alta Valle del Metauro, dalla Provincia di Pesaro-Urbino e dalla Regione Marche.  Laura Musella, la sovrintendente del festival umbro, l’ha già usata in altre occasioni, ma stavolta la pertinenza dell’occasione commemorativa aggiunge valore  a un concerto che già di per sé si presenta vincente.

Il luogo, prima di tutto, dotato di una acustica straordinaria, l’orario vespertino, col sole che prima di tramontare si riaffaccia tra le nuvole, e il pubblico che affolla l’area sacrale, stupito di trovarsi al cospetto di un’orchestra sinfonica  che raccoglie il meglio dell’entusiasmo che i giovani sanno sollevare quando si cimentano con le produzioni più eccellenti del repertorio. Neanche il vento, presente con severe folate, riesce a distogliere l’attenzione dei ragazzi dai leggii, superando quello che è uno dei maggiori ostacoli nelle esecuzioni all’aperto. Sembra un idillio, anche quando spuntano i due giovani militari posti a sorveglianza della manifestazione, chiaro segnale di come anche il nostro paese si sia involuto in un gorgo di insicurezza e di “tremore”. Si fa finta di non vederli, ma ci sono e sono necessari.

L’orchestra giovanile della Provincia di Pesaro e Urbino era nel sagrato per onorare il nome di cui si fregia con una sequenza di ouvertures e sinfonie dalle opere con cui Rossini  ha cosparso la sua laboriosa vita, guadagnandosi un posto nella storia dell’umanità. Soprattutto del suo benessere, perché non ci sono dubbi che questi piccoli gioielli strumentali  producono quell’entusiasmo che in ogni occasione rimbalza dai leggi al pubblico in  circuito elettrizzante dove la forza comunicativa delle idee si fa concreta emozione.

Certo nella riproduzione di un percorso strumentale ci sono piccole ingenuità da parte dei giovani esecutori, messi a dura prova da un ritmo di riproduzione serrato e contenuto  entro i limiti che dalle diciannove non deve superare l’inevitabile scroscio di campane con cui i padri francescani  salutano la calata del sole. E in effetti si fa appena in tempo, con un fuori programma che è nientemeno che la celebre “Danza”, una tarantella con cui Rossini amava ricordare la città dei suoi massimi trionfi, la Napoli del teatro san Carlo, all’epoca uno dei maggiori centri di produzione musicale europea.

In mezzo, curate dal direttore Massimo Sabbatini, ci sono cinque tra le più celebri ouvertures di Rossini, precedute dalla cosiddetta Sinfonia di Bologna, un pezzo con cui il pesarese salutò i suoi studi felsinei, dimostrando che in quel Liceo Filarmonico pedante e ostile alle novità non aveva proprio imparato niente, perché lui la musica l’aveva succhiata col latte materno.

Si sono susseguite i guizzi e i ghiribizzi  del Tancredi, l’opera dei Pupi siciliani, del Signor Bruschino, una farsa da Lino Banfi, l’Italiana in Algeri, presaga di quanto oggi stiamo vivendo e con scarso umorismo.  La Cenerentola, con quel sussieguo tutto viennese ha preceduto il finale del Barbiere di Siviglia, lucente come un marmo di Carrara, fragile e prezioso come un lampadario di Murano.

In apertura di concerto la sinfonia del Matrimonio Segreto di Cimarosa.  Il musicista di Aversa è stato il cruccio del Rossini giovanile. Lui, che aveva una bella voce di baritono, quando era ospite nei salotti, veniva sempre pregato di cantare qualcosa di questa partitura “felice”, ma ormai polverizzata dalla lettura del “comico” con cui il pesarese aveva deflagrato: i contemporanei, Stendhal per primo, ci misero un po’ a capirlo. Poi non glielo chiese più nessuno.

Stefano Ragni

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